Appunti di viaggio… di Francesco Accomando

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Con l’inizio di agosto si è conclusa la 18. edizione della rassegna di teatro per bambini e famiglie INSEGUI LA TUA STORIA, voluta da dieci Comuni – Romans d’Isonzo (capofila), Farra d’Isonzo, Medea, Ruda, Mariano del Friuli, Bagnaria Arsa, Fiumicello, Moraro, Villesse, Šempeter – e realizzata con l’importante contributo della Regione FVG, della Fondazione Carigo e di Tiare Shopping.

Quest’anno il progetto è stato curato dall’associazione Cikale Operose, con la direzione artistica di Francesco Accomando.

Ecco alcuni appunti di viaggio del direttore artistico…

 

In ogni serata, prima dell’inizio dello spettacolo, dopo i saluti e gli annunci di rito, io chiedevo ai bambini: “Come inseguiamo la storia?” e loro, le prime volte, rispondevano: “In bicicletta! In auto! In moto! Col camion!” ma poi capivano che si trattava di altro, che non occorreva spostarsi, che serviva aprire le orecchie, aguzzare la vista, liberare la mente per immaginare e fantasticare, sentire con il cuore. Questo tormentone, ripetuto ogni sera, nel procedere della rassegna, trovava ormai pronti alla riposta quei bambini che seguivano tutti gli appuntamenti. In quel breve dialogo restava implicito il fatto che proprio con l’utilizzo dei sensi il pubblico, anche degli adulti, avrebbe fatta propria la storia che si sarebbe “raccontata” sul palcoscenico.

Nell’ultimo spettacolo, il GIRO DEL MONDO IN TANTE FIABE a cura della compagna Viva Opera Circus, l’inseguimento ha trovato il suo momento magico conclusivo. Il bravo raccontatore/disegnatore Gianni Franceschini alla penultima storia ha chiesto l’aiuto di un gruppo di bambini e un adulto che sono saliti sul palco a interpretare i personaggi della fiaba. L’attore diventava un mediatore, il pubblico diventava attore. Questo momento, divertente e coinvolgente, rappresentava fisicamente il termine ideale dell’inseguire, il traguardo di quella corsa immaginaria. E quando dopo gli applausi l’attore si è congedato dal pubblico lasciando ai bambini la libertà di continuare a tracciare linee e colori sulla scenografia disegnata, la magia si è amplificata: tutto il pubblico di bambini inventava la propria storia con gli adulti incerti se restare a guardare o alzarsi dalle sedie per andare via o per scambiare quattro chiacchiere. E quest’immagine, un po’ disordinata, tipica di ogni fine spettacolo, qui aveva invece l’aria di un ritrovo e di una festa spontanea che significava un’altra cosa: alla fine di ogni spettacolo c’è ancora una storia da inseguire, quella che in ogni spettatore è rimasta impressa nella mente ma agli adulti poi resta sempre un “altro dopo” importante: inseguire la storia dei propri figli.

 

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